Cartografie di un visionario di Pietro Civitareale
Cartografie di un visionario
di Pietro Civitareale
n. 6
Postfazione di Valeria Di Felice
In copertina: Amadeo de Souza-Cardoso, A chalupa, 1914 (olio su tela, 60,5 x 80 cm), Centro de Arte Moderna, Lisbona, Portogallo.
| 12,00 € | pp. 176 | 12x20 | 978-88-97726-54-8 |
La vocazione poetica di Pietro Civitareale sembra prendere forma dalle camere più intime dell’io-esistenza e dal suo rapporto con il mondo, dalla lucida consapevolezza che il tempo volge verso la irreversibilità della vita. Essa è filtrata attraverso una filigrana – un velo di maya – una patina trasparente in cui si sofferma e si coagula la resistenza dell’essere al determinismo necessitante delle cose. Una poesia, dunque, che nasce dalla realtà, ma una realtà la quale – come ci fa notare lo stesso Civitareale nella nota introduttiva – «viene trasferita, con le sue asimmetrie, le sue contraddizioni, le sue insufficienze, nella sfera del mito».
La visionarietà di Civitareale non è torpore onirico, bensì lucida presa sulle incertezze, ambiguità e opacità dell’essere-al-mondo. Il poeta, nei panni di un visionario, non si nutre di allucinazioni o fantastici miraggi, ma di immagini intrise di una sensorialità sospesa tra la corporeità dell’esperienza e la riflessività del pensiero.
Dalla postfazione di Valeria Di Felice

Contact